Comincia qui un piccolo percorso di riflessione guidata.
L’identità è la chiave della comunicazione vincente.

Navigando nel web, si trovano moltissimi articoli che parlano di Storytelling

In genere rispondono alle domande: cos’è e a cosa serve lo Storytelling? Chi lo fa? Come si fa? perché è importante per le imprese?

Difficile per un imprenditore, generalmente concreto e pragmatico, convincersi che lo Stoytelling aiuti a vendere, a cercare nuovi clienti, fidelizzare quelli che si hanno e far “quadrare o aumentare i conti” .

Eppure, non “raccontarsi”, sarebbe uno sbaglio.

Il racconto è parte integrante di ogni vita e ognuno di noi viene catturato e impressionato, sempre, quando recepisce una storia.

Ci sono mille modi di raccontare, specie ai giorni nostri: le immagini raccontano, le parole giuste, un video, la musica, un evento…qualsiasi cosa facciamo è un racconto.

Se andiamo a un matrimonio, gli sposi ci raccontano, in base a come organizzano l’evento della cerimonia e del dopo, qualcosa di loro. Perfino con la “bomboniera” raccontano. Noi scopriamo se amano la semplicità o lo sfarzo, se preferiscono la formalità o la spontaneità, se amano il mare o la campagna e tanto altro… ci raccontano la loro identità di coppia, come vedono, vivono e interpretano il loro rapporto. Ciò che trasmettono è come loro sono: l’identità.

Anche quando entriamo in un negozio, in un ufficio o in un’azienda, “leggiamo” una storia: capiamo se chi ci accoglie ama il suo lavoro, se ha cura di ricreare un ambiente gradevole, se è gioviale e affabile o se preferisce maggior formalità, se è preciso, puntuale, se può darci suggerimenti e stimoli nuovi…capiamo se desideriamo tornare, o se l’esperienza è stata così neutrale, da dimenticare di esserci stati. E anche una hall, una reception, la scrivania di un ufficio, una penna, raccontano una identità. Che cosa quella realtà vuole rappresentare di sé stessa.

Non si può comunicare qualcosa nel modo giusto, se non si conosce la propria identità.

Noi raccontiamo continuamente.

Noi facciamo continuamente Storytelling!

Tanto vale farlo bene, far arrivare i giusti messaggi.

Per produrre i giusti messaggi bisogna conoscere la propria identità.

Da ragazzini, specie in età adolescenziale, tutti noi abbiamo elaborato la nostra idea di noi stessi, di come volevamo apparire agli occhi degli altri, di chi aspiravamo ad essere. Volevamo apparire sicuri di noi, oppure romantici, dei duri, intellettuali…Abbiamo scelto un modello a cui ispirarci e sulla base di questo noi abbiamo modellato noi stessi. E il risultato è la nostra identità. Chi ci sentiamo di essere e come lo trasmettiamo all’esterno.

Nessun altro avrebbe potuto scegliere per noi la nostra identità.

Soltanto noi possiamo comunicare realmente chi siamo, rendendoci unici rispetto a chiunque.

Un discorso analogo vale per la tua identità di imprenditore.

Nessun consulente, nessuna agenzia, nessun budget per quanto elevato, può costruire una comunicazione di successo, senza il tuo diretto intervento.

Tu devi essere ascoltato, esprimere chi sei e cosa vuoi essere.

Soltanto così un consulente può riflettere la tua identità, come in uno specchio, utilizzando gli strumenti e le strategie più adatti.  

Se questo passaggio fondamentale non viene compiuto, la tua comunicazione non produrrà gli effetti che ti aspetti. Ti lamenterai di avere un bel sito ma uguale e mille altri, di avere un profilo social ma che non emerge, di ricevere clienti, che però non tornano…

Ci sono esempi di piccole imprese che hanno fatto della loro storia il proprio cavallo di battaglia, sono partite dal racconto delle loro origini, per realizzare il loro presente. Ed hanno utilizzato tutti gli strumenti a disposizione per trasmettere un messaggio univoco.

Gli imprenditori che hanno fatto dello Storytelling la loro chiave di comunicazione aziendale, hanno sicuramente ragionato PRIMA su loro stessi, sulla loro identità, su ciò che erano e che volevano essere, POI su come potevano trasmetterlo.

E’ così che sono riusciti a dare ai prodotti o ai servizi che realizzano e vendono (quelli che fanno i numeri, per intenderci) un valore unico, che scaturisce dalla loro identità, dalla loro visione del mondo, del lavoro, dei rapporti con gli altri.

Questi imprenditori, dando rilievo a qualcosa di apparentemente intangibile ma più vero e concreto di un semplice prodotto senza “storia”, hanno trasformato il proprio “Storytelling” in valore commerciale.

Qui ora, voglio invitarti a una riflessione, che svilupperai da solo, prendendoti il tempo che ti serve e rispondendo (dentro a te stesso) a queste semplici domande.

PREMETTO CHE QUESTO NON E’ UN GIOCO

Rifletti su ogni singola domanda e appunta la tua risposta su un taccuino, un quaderno, un foglio, un tablet, un computer…dove vuoi, ma scrivi la risposta.

Chiedi a te stesso:

“Chi sono io? Qual è la mia identità?”

“Perché lo faccio? Che cosa mi spinge a credere in ciò che faccio?”

“Che cosa mi rende diverso da chi svolge un lavoro simile al mio?”

“Sono soddisfatto? Cosa vorrei cambiare, aggiungere o migliorare?”

“Chi vorrei diventare? Se dovessi pensare al massimo che potrei essere, chi sarei?”

Non porti alcun limite mentale nell’affrontare questa “riflessione guidata”.

Tu puoi “volare” con tutta la fantasia che hai e librarti senza alcun freno, nell’oceano vasto della tua immaginazione. Nessuno ti vede, nessuno ti giudica. Fallo. Comincia ora. Tutto comincia da te.

Clicca qui e ti ascolterò per guidarti, oppure fai il passo successivo e raggiungimi al prossimo post.

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